Assistenza Domiciliare

Il DIABETE – Il lettore chiede, l’esperto risponde

Buongiorno, sono Anna ho 40 anni e ho un papà diabetico. Ho sentito parlare dell’Assistenza Domiciliare Integrata e vorrei sapere di che cosa si tratta. Viaggio spesso per lavoro e non sempre riesco a seguire mio padre come vorrei. Potrei usufruire dei servizi e come posso accedere alle strutture? Grazie mille.

Risponde il dottor Fiammetta Cirillo, medico chirurgo specialista in medicina nucleare

 

Anna buongiorno, in primis grazie per averci chiesto dell’Assistenza Domiciliare Integrata

L’ assistenza domiciliare è stata definita dall’OMS come “la possibilità di fornire presso il domicilio del paziente quei servizi e quegli strumenti che contribuiscono al mantenimento del massimo livello di benessere, salute e funzione”.

Si caratterizza per l’integrazione delle prestazioni offerte a figure professionali multidisciplinari, legate alla natura e ai bisogni a cui si rivolge; la continuità assistenziale offerta dal concorso progettuale degli organi professionali coinvolti (sanitari, operatori del sociale, fisioterapisti, farmacisti, psicologi, ecc.) garantisce la condivisione degli obiettivi e delle responsabilità, e stabilisce i mezzi e le risorse necessarie per il raggiungimento dei risultati di salute.

Fonti giornalistiche collocano oggi l’Italia al secondo posto, dopo il Giappone tra i paesi più longevi del nostro pianeta e si stima che vi sia il 15% della popolazione in età pensionabile, di cui il 4% over 80. Il fatto che il numero di persone diabetiche non faccia che crescere è ormai una realtà preoccupante da qualche anno; dato che la popolazione sta progressivamente invecchiando, così aumenta anche il numero di anziani con diabete. 

Quando citiamo di diabete, parliamo di una patologia cronicacaratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue e dovuta a un’alterata quantità o funzione dell’insulina, questa consente al glucosio l’ingresso nelle cellule e il suo conseguente utilizzo come fonte energetica. Quando questo meccanismo è alterato, il glucosio si accumula nel circolo sanguigno causando non poche complicanze di difficile gestione che molto inficiano la qualità della vita del paziente scompensato.

Va da sé che le strutture ospedaliere presenti non saranno in grado di fronteggiare l’aumento delle patologie strettamente legate all’età sia a causa di una capienza inadeguata, sia per la mancanza di risorse umane. L’ospedalizzazione, oltre ad essere gravosa in termini economici, comporta una situazione traumatica per l’anziano, che si trova spesso disorientato e non confortato dalla famiglia.

Il sistema degli interventi e dei servizi domiciliari risulta perciò un’alternativa valida in quanto può soddisfare le esigenze, in maggior parte di carattere sanitario, degli anziani, dei disabili e dei pazienti affetti da malattie cronico degenerative in fase stabilizzata o aventi vari gradi di non auto sufficienza (temporanea/permanente, parziale/totale) che necessitano di essere assistiti in maniera continuativa.

L’assistenza domiciliare al paziente diabetico impossibilitato a raggiungere il servizio di diabetologia per problemi contingenti (malattie psichiatriche, amputazioni, esiti di fatti cerebro – vascolari e altro) è da sempre un cruccio del team diabetologico. Fino ad oggi tali pazienti andavano da un ricovero ospedaliero ad un altro in mancanza di altro tipo di approccio, con ripercussioni personali ed economico – sanitarie senza un approccio realmente preventivo.

Con l’assistenza domiciliare e la telemedicina riusciamo a seguire a distanza con un team di esperti il paziente e la sua famiglia. Attivando un semplice protocollo che comincia con una telefonata gratuita e segue un sopralluogo, abbiamo la possibilità di addestrare le famiglie ad una corretta prevenzione e sicura assistenza del parente diabetico. I nostri collaboratori sociali inoltre hanno tutti seguito un corso come assistente familiare.

Abbiamo valutato che con una semplice rilevazione della pressione arteriosa, le misura antropometriche (peso, altezza, circonferenza vita e bacino), prelievo di sangue da un medico, una infermiera professionale e da un dietista, di sentirsi più coccolati e sicuri; il nostro motto: “perché fare attesa sul divano di casa tua ti fa già sentire meglio” si trasforma in un quadro clinico sensibilmente migliorato, familiari maggiormente coinvolti e capaci nella gestione del paziente e nella aderenza alla terapia ed infine, in una vera e propria promozione della cultura sanitaria perché il primo passo contro una malattia cronico-degenerativa come il diabete comincia con il fare bene la spesa.

Tratto dal Giornale AIDID n.4 OttobreDicembre 2014

 

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